Marino Fardelli chiede un incontro all’A.D. Francesco Caio

Marino Fardelli: “Notevoli disagi nei piccoli centri e montani. La mancanza di un servizio essenziale che ne accelererebbe lo spopolamento”

51 uffici postali in provincia di Frosinone sono a rischio chiusura, 600 in tutta Italia. E a rimetterci sono soprattutto i piccoli centri e quelli montani oltre che altre zone, dove però l’apertura degli uffici o la consegna della posta verranno effettuati a mezzo servizio. Il consigliere regionale Marino Fardelli, in una lunga lettera all’amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio, ha chiesto un incontro urgente “al fine di confrontare le esigenze di Poste Italiane con quelle di cittadini di piccoli centri che, con la chiusura di uffici postali, verrebbero maggiormente penalizzati fino ad un degrado sociale che determinerebbe una lenta ed inesorabile sparizione di piccoli comuni, frazioni, località di campagna e montane”.

Nella lettera l’on.le Fardelli considera tutti i disagi conseguenza della chiusura di tanti uffici postali, così come annunciato dallo stesso ad di Poste Italiane Caio alla Commissione Industria del Senato. “Sono un consigliere regionale del Lazio eletto in provincia di Frosinone e Le scrivo innanzitutto per preservare quei 51 uffici postali che rischiano la chiusura anche nel territorio di mia appartenenza – scrive l’on.le Fardelli –  Un territorio costellato di piccoli centri di pianura e montani, frazioni, località piccole ma ancora vivaci e che, con quest’ultimo duro colpo della chiusura degli uffici postali, rischierebbero di vedersi private di un servizio essenziale che ne determinerebbe un’accelerazione nello spopolamento e nella desertificazione.

Fenomeni contro i quali le amministrazioni comunali dei piccoli centri sono oggi impegnate con ogni mezzo, cercando di renderli vivibili tra mille difficoltà, almeno con la garanzia dei servizi essenziali”. Tra le considerazioni addotte dal consigliere regionale Marino Fardelli ci sono soprattutto quelle di natura sociale dato che “l’ufficio postale è uno dei pochi servizi pubblici presenti, e la chiusura creerebbe notevoli disagi soprattutto per gli anziani che in questi casi rappresentano la maggioranza della popolazione, i quali vivendo spesso da soli e non avendo mezzi di trasporto considerata anche l’insufficienza dei mezzi pubblici, non potrebbero usufruire di un servizio essenziale, considerato che mancando di sportelli bancari, lo stesso ufficio postale svolge un ruolo di importanza sociale. Infatti proprio nei piccoli centri è ritenuto un servizio fondamentale soprattutto in questo periodo storico in cui con il Decreto Salva Italia ha costretto gli anziani all’apertura dei conti correnti la maggior parte dei quali alle Poste”.

Il consigliere regionale Marino Fardelli, oltre ai disagi per la chiusura degli uffici postali dei piccoli o per il mezzo servizio al quale sarebbero sottoposte altre aree, segnala all’ad Caio anche alcune incongruenze del servizio postale stesso come ad esempio al mancanza di servizio postamat in popolose frazioni come Caira di Cassino, 2500 abitanti circa, i cui cittadini si riversano negli uffici postali per qualsiasi esigenza, anche solo per il ritiro di denaro, creando fine interminabili”.

L’annuncio dell’ad di Poste italiane ha creato reazioni in tutta Italia dove soprattutto i piccoli comuni si sono sentiti minacciati per la privazione di un servizio fondamentale: “E’ impensabile la chiusura degli uffici postali – ha affermato l’on.le Fardelli – Rispetto a questa decisione dovrà essere fatto un passo indietro considerato anche che Poste Italiane è comunque una società ancora di proprietà del Ministero dell’Economia delle Finanze e che dovrebbe assicurare il servizio su tutto il territorio nazionale, non perseguendo logiche di profitto valide per un’azienda privata, ma garantendo a tutti i cittadini servizi in egual misura” ha concluso il consigliere regionale Marino Fardelli, capogruppo LB alla Regione Lazio.